Getulio Alviani (1939-2021), uno degli artisti più significativi della scena artistica internazionale, è il protagonista di un percorso che ha radicalmente ridefinito i linguaggi dell'arte visiva del secondo dopoguerra. Nato a Udine e formatosi tra le avanguardie artistiche di un’Italia in trasformazione, Alviani si è distinto per il suo approccio rivoluzionario che mescolava il rigore della geometria con l’intensità della percezione visiva. Le sue opere, intrinsecamente legate alla sperimentazione e all’innovazione, sfidano i limiti della percezione e della materia, creando una dialettica tra forma, luce e movimento.
Nel contesto storico del Disegno Spaziale e del Movimento Arte Programmata, Alviani si inserisce come una figura di spicco, capace di unire l’essenzialità delle linee e delle superfici con un’innovativa esplorazione delle tecnologie industriali. La sua ricerca si sviluppa attorno all'idea di "spazio visivo", inteso non solo come una dimensione tridimensionale, ma come un’esperienza in continuo divenire. La sua estetica, intrisa di razionalità ma anche di un’intensa emotività, riflette la tensione tra l'ordine formale e la fluidità del dinamismo percepito dallo spettatore.
Le sue superfici metalliche e interferenze ottiche sono il risultato di un esperimento che unisce precisione scientifica e sensibilità artistica, dove la riflessione luminosa, la griglia e la superficie divengono il medium per una comunicazione profonda e immediata. Ogni opera di Alviani, infatti, non è solo un oggetto da osservare, ma un’esperienza da vivere, in cui la luce interagisce con lo spettatore, modificando il punto di vista e creando effetti visivi che spaziano dal rigore della geometria alla molteplicità delle percezioni sensoriali.
Il concetto di "movimento" è centrale nel suo lavoro, non solo come una manifestazione fisica, ma come un principio metafisico che coinvolge lo spettatore in un’esperienza che trascende la mera staticità della forma. Alviani, come pochi altri, comprende il potere della luce e della percezione nella sua interazione con l'osservatore, facendo sì che le sue opere siano sempre diverse, sempre in movimento. Il cambiamento non è solo un effetto visivo, ma un'involuzione concettuale che si concretizza in ogni dettaglio delle sue sculture e dei suoi reliefs.
L’influenza di Getulio Alviani è immensa: la sua arte non si limita a riflettere il contesto tecnologico e culturale del suo tempo, ma lo interpreta in un linguaggio che trascende le epoche, facendo dialogare il passato e il futuro in un’armonia di segni e spazi. Se l'arte è un'esperienza che deve liberare l'individuo dalle convenzioni visive, Alviani lo fa attraverso una tensione continua verso il nuovo, un nuovo che non è solo estetico ma profondamente filosofico.
Getulio Alviani non è soltanto un artista della geometria o della luce, ma un autentico sperimentatore, un architetto della percezione, capace di realizzare un’arte che non è mai passiva, ma sempre stimolante, capace di porsi come una riflessione profonda sulla condizione umana, sulla tecnologia e sull’evoluzione del nostro sguardo sul mondo.
Contatti
lorisbernas@gmail.com